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Carlo S.
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Dub Vendor: un pezzo di storia londinese del vinile se ne va. Empty Dub Vendor: un pezzo di storia londinese del vinile se ne va.

il Lun 12 Set 2011 - 21:53
Domani si conclude un’era(10 Sett. 2011): Dub Vendor, a Londra, uno dei primi negozi di dischi in Europa specializzato in Reggae e Ska, chiude battenti. Aprì nel 1976, come banco presso il mercato di Clapham Junction – oggi quartiere londinense popolato dalla middle-class ma allora sobborgo di immigrati caraibici- .
Il successo, grazie al boom della scena reggae in UK, non si fece attendere e ben presto il banco si trasferì in un negozio vero e proprio. Con gli anni ’80 ed il crescere della popolarità del sound giamaicano, ben oltre la comunità delle West Indies, Dub Vendor raddoppiò la sua presenza in città, con un secondo negozio dalle parti di Notting Hill, che avrebbe ospitato per anni uno studio e la label in-house “Fashion Records”.Dopo un decennio di successi ed una scena reggae ormai patrimonio anche del grande pubblico, inizia un rapido ed inesorabile declino “Abbiamo chiuso il primo negozio nel 2007”, racconta a DJ Mag Italia Papa Face, voce radiofonica londinese e parte della crew di Dub Vendor “ e domani proseguiremo la festa d’addio iniziata oggi.
Che vuoi che ti dica? Il mercato è cambiato, la gente compra on-line, non ha più interesse a farsi vedere al negozio”, conclude con amarezza. “Noi proseguiremo l’attività come on-line store, attività che portiamo avanti già da tempo.”
Evoluzione stilistica – il reggae si è sciolto in decine di altri generi, a cominciare dal dubstep, con incursioni ‘mainstrem’ anche nell’house, come l’album di Bob Sinclair con Sly e Robbie, Made in Jamaica – e calo nelle vendite dei vinili, sono alcune delle cause che hanno portato alla chiusura di questa esperienza.
I negozi sopravvissuti, sopratutto a Brixton, tremano ma l’addio di Dub Vendor al mercato “su strada”, potrebbe essere un segnale; nonostante la sua solida reputazione, non era riuscito a ritagliarsi una sua nicchia “esclusiva” che avrebbe potuto metterlo al riparo dal rischio soffocamento.Diversi negozi di dischi londinesi, hanno puntato sul “secon-hand” e sul ricco mercato del collezionismo, lasciando in secondo piano le new release facilmente reperibili on-line e questa scelta, alla prova dei fatti, si è rivelata lungimirante.
Diversi negozi di dischi londinesi, hanno puntato sul “secon-hand” e sul ricco mercato del collezionismo, lasciando in secondo piano le new release facilmente reperibili on-line e questa scelta, alla prova dei fatti, si è rivelata lungimirante. http://www.djmagitalia.com/sito/?p=1046
Davide76
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Dub Vendor: un pezzo di storia londinese del vinile se ne va. Empty Re: Dub Vendor: un pezzo di storia londinese del vinile se ne va.

il Lun 12 Set 2011 - 22:35
Purtroppo si quei pochi negozzi che son rimasti penso siano destinati a sparire .
Ormai si fa tutto stando comodamente seduti a casa , non si muove piu un muscolo Smile
Meglio ?? Peggio ??
La risposta non la so , per me che ho vissuto l'era dei negozi dove si ascoltava ci si conosceva e si chiaccherava mi mancano assai , i giovani di oggi non lo sanno non hanno vissuto quell'epoca e non saprebbero rispondere , di certo e un'era che e finita peccato perche a me piacevano ma d'altronde se uno deve tenere in piedi un'attivita per morire di fame conviene chiudere e cambiare strada.



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Dub Vendor: un pezzo di storia londinese del vinile se ne va. Empty Re: Dub Vendor: un pezzo di storia londinese del vinile se ne va.

il Lun 12 Set 2011 - 22:50
Certo la perdita del negozio dove si andava a comprare/sentire musica credo che sia una situazione molto negativa,,ad esempio io dopo aver mollato per circa ventanni ,poi nel 98 mi son detto,ora mi compro un po di attrezzatura anche se Gemini(altro non mi posso permettere) e riprendo ma solo per hobby e piacere personale,prendevo i disco mix e li pagavo 7.500 lire,ogni mese una decina riuscivo a prenderli,questo fino all'avvento dell'Euro ,poi ho detto basta,troppo cari,e tornando al tuo discorso ,infatti il negozio era luogo di aggregazione,si parlava con i professionisti,ci si scambiava idee,ora invece e tutto finito (purtroppo).Si capisco che i tempi sono cambiati e non si vive di ricordi,ma purtroppo e una realtà che non mi piace.
Davide76
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il Lun 12 Set 2011 - 23:15
Ehh.. non piace neanche a me ma ormai mi son messo con l'animo in pace , una volta tra dj paesani ci conoscevamo tutti proprio perche ci si incontrava adesso a parte quei due o tre non ne conosco piu neanche uno , pensa che proprio ieri ho scoperto che il mio vicino di casa fa il dj Dub Vendor: un pezzo di storia londinese del vinile se ne va. 22983
Io continuo ancora oggi a comperare cd , magari meno ma li compero i vinili no anche perche non ho piu i giradischi (per ora) e poi mi costan troppo , e per quella 10ina di serate l'anno che faccio non ne vale la pena , li compero oneline perche trovare un negozio oggi e come cercare un'ago nel pagliaio Smile

File non ne compero piu , perche primo costano troppo , per un periodo prendevo quelli su itunes ma son di pessima qualità veramente scadente , su beatport costa piu un mp3 che comperare un cd , e secondo ogni volta che compero un file mi sembra di comperare il nulla di regalare i soldi Smile

Poi con i cdj ancora un po mi diverto , con traktor invece mi annoio a non finire.. Smile





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il Lun 12 Set 2011 - 23:19
Ormai per la maggior parte dei dj comprare musica e una vergogna,il motivo è semplicissimo: si può ascoltare e/o ottenere musica gratuitamente. Basta pensare ai siti web che consentono di scaricare musica in modo illegale (server posizionati in paesi dove non esiste il copyright e le leggi permettono il libero scambio); altrettanto distruttivi sono i software peer to peer.Infine se ci vogliamo aggiungere quel genere di autori che per mettersi in evidenza scelgono il copyleft sperando di porsi all’attenzione del pubblico, consentendo d’utilizzare brani gratuitamente, in modo legale,tutto questo ha contribuito a far chiudere i negozi,e un banale esempio ma ciò sta succedendo anche in altri ambiti diversi dal mondo della musica.
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il Lun 12 Set 2011 - 23:29
Fortunatamente la musica odierna non mi interessa,posso anche vantarmi di avere tutte le copie originali della musica che ho nel pc,vedi invece a me Traktor in mod. Timecode piace,con i cdj meno devo dire,con i giradischi invece mi garba di più,,si cd ne prendo anchio,ma sempre roba datata che magari mi manca,se in qualche mercatino trovo dei vinili messi bene li prendo,se non costano tanto.
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il Lun 12 Set 2011 - 23:48
Belli i mercatini a volte quando li fanno ci vado anche io , e qualcosina trovo sempre Wink

Una volta a Padova ( 40km da dove abito ) facevano la Fiera Del disco e li era una goduria immensa , una giornata non bastava per girarla , ora sono un po di anni che non la fanno piu , non so se la hanno spostata o che , peccato Sad



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il Mar 13 Set 2011 - 12:34
io invece nei mercatini continuo a prendere qualche disco vinile avendo un giradischi...
però qualcosa intende 1\2 ogni mese...


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