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GUIDA AGLI EFFETTI

il Sab 30 Gen 2016 - 18:20
Prendiamo in esame i seguenti effetti:


  • COMPRESSORE
  • DISTORSORE
  • DELAY
  • CHORUS
  • EQUALIZZATORE
  • WAH


Il modo in cui questi effetti vengono concatenati (da qui il termine CATENA EFFETTI) fa la differenza tra un suono spettacolare o un suono mediocre.
La teoria di base ci viene in aiuto e ci dice che il WAH ed in generale gli effetti di Dinamica vanno all’inizio, gli effetti che modificano il tono come distorsori e overdrive vanno di seguito ed infine vengono gli effetti che processano il segnale e che aggiungono “spessore” come il reverbero o il delay.

Quindi l’ordine più correttò è

  • WAH
  • COMPRESSORE
  • DISTORSORE
  • EQUALIZZATORE
  • CHORUS/FLANGER/PHASER
  • DELAY/REVERB


Vediamo brevemente i differenti effetti:

WAH
In generale il wah lavora meglio con un segnale pulito,  senza aver subito precedenti modifiche.
Concettualmente il wah non fa altro che modificare il tono della chitarra e la variazione del tono viene definita dal potenziometro.
Si capisce, quindi, che se al wah arriva un segnale proveniente ad esempio dal compressore, lavorerà su un segnale già amplificato e quindi andrà facilmente in overdrive; mentre nel caso di un wah dopo il distorsore o l’overdrive, il wah lavorerà con un segnale al quale mancheranno alcune delle armoniche fondamentali (he vengono tagliate dal distorsore/overdrive).
Inserendo il wah prima della sezione compressore/overdrive/distorsore si ottiene un aumento del sustain ed un suono più pulito agli alti volumi.


COMPRESSORE
Il compressore (come detto) si comporta sostanzialmente come un amplificatore di segnale, quindi se in ingresso si ha un segnale con rumore di fondo, in uscita il rumore verrà sensibilmente aumentato; per questo il compressore deve essere posizionato il più possibile vicino al suono originale in modo da non amplificare il rumore introdotto dai vari effetti, ma solo il segnale originale.
Va anche detto che usando un compressore prima di un distorsore si ottiene in uscita dal distorsore un suono molto più corposo e rotondo.


DISTORSORE/OVERDRIVE
I distorsori e gli overdrive modificano il contenuto armonico del segnale in ingresso e lo amplificano.
Per questo motivo nella catena effetti prima del distorsore vanno sempre effetti puliti mentre a seguire vanno effetti che non aumentano il livello di amplificazione.


EQUALIZZATORE
L’equalizzatore permette di enfatizzare o tagliare alcune determinate frequenze, aiutando così a definire meglio il suono che si vuole ottenere.
In alcuni casi particolari l’equalizzatore può essere anche usato prima del distorsore per tagliare alcune frequenze o per enfatizzare altre, al fine di ottenere una distorsione più rotonda o più acuta.


CHORUS/FLANGER/PHASER
Questa tipologia di effetti permette di aggiungere modulazione al segnale fin qui costruito.
Il chorus ad esempio consiste nell’impiego di una o più linee di ritardo, attraverso le quali viene fatto passare il segnale, che subisce appunto un ritardo nella propagazione. Il tempo introdotto dalla linea di ritardo, è variato mediante un oscillatore a bassa frequenza (LFO), creando quindi un effetto Doppler periodico.
Il segnale audio viene quindi miscelato con il segnale originale, con intensità generalmente regolabile; la somma del segnale diretto e di quello processato con effetto Doppler, si presenta come un raddoppio del segnale originale, contenendo piccole dissonanze.


DELAY/REVERB/ECHO
Nel mondo reale ogni volta che si suona il segnale rimbalza sulle pareti del luogo dove ci troviamo e produce un effetto delay o reverb naturale: aggiungendo un delay/reverb alla fine della catena effetti si riproduce questa sensazione aggiungendo al segnale una morbidezza ed un realismo che spesso fanno la differenza.
Dopo la modulazione è il momento di aggiungere un pò di delay.
L'uso efficace del delay permette di cambiare radicalmente un determinato suono.
Come per gli effetti di modulazione va usato con cautela per evitare di rovinare l’intero sound, normalmente si usa il 25% di suono con effetto e il 75% di suono pulito.
Gli effetti di reverbero invece vanno di solito alla fine della catena effetti.
Con un livello di reverbero troppo pesante si rischia di ottenere un effetto che allontana il suono dall’ascoltatore, come se si stesse ascoltando da un’altra stanza, mentre un livello minore aiuterà ad aggiungere spesore al sound.
Va fatta attenzione al livello di reverbero naturale del luogo nel quale ci si trova, per evitare di aggiungere un reverbero artificiale ad uno naturale, mentre sicuramente serve un reverb in caso di registrazione diretta.

Noise/Gate
Alcune luci fluorescenti o i pc possono introdurre rumore, per questo motivo è spesso utile usare un noise gate per attenuare il rumore sotto una certa soglia, sempre con moderazione per evitare di tagliare anche parte di ciò che si suona.


Compressore/Limitatore
Di solito è utilizzato per sostenere il sustain, il livello e talvolta la saturazione.
Va usato con attenzione per evitare di ottenere effetti non voluti come il taglio di alcune frequenze.


Pitch Shifter/Whammy/Bender
La stessa logica della Wah.
L’idea è quella di incidere sul tono prima della distorsione o di altri dispositivi.


Overdrive/Distorsore/Booster
L’overdrive è utilizzato per portare un amplificatore valvolare alla saturazione ed ottenere così un bel sound crunch; il distorsore invece serve per aggiungere intensità e guadagno al segnale prima di andare nell’amplificatore.
A volte si usa un overdrive con a seguire un distorsore per ottenere un suono crunch ma utilizzabile anche come lead.


Chorus/Flanger/Phaser/Rotary
Il mondo degli effetti di modulazione è vasto e profondo, non ci sono regole assoluta su quale utilizzare prima e quale dopo, l’unica regola è quella di utilizzarli insieme, nella stessa sezione.
E’ possobile miscelare i vari effetti per ottenere molti diversi sound, come sempre è importante non esagerare per evitare di ridurre il sound ad un mega effetto senza definizione.
Naturalmente è possibile utilizzare gli effetti di modulazione nella sezione PRE della catena e ottenere alcuni effetti molto particolari.


I MULTIEFFETTO (MFX)
I multieffetto (pedaliere o rack) offrono una grande varità di effetti.
La maggior parte dei multieffetto hanno una catena effetti preordinata ed in alcuni casi permettono di spostare gli effetti tra PRE e POST ma in un ordine prestabilito.
Il miglior uso di questi MFX è quello di utilizzarli nel loop effetti dell’amplificatore. Nel caso non sia presente un loop effetti si utilizza prima dell’amplificatore con una equalizzazione il più possibile pulita.
Alcuni multieffetto più moderni permettono di spostare ogni signolo effetto in ogni posizione della catena. In aggiunta viene data la possibilità di modificare a proprio piacimento le sezioni PRE e POST e quindi l’intero FX LOOP: questo metodo è chiamato metodo dei quattro cavi (4CM – four cable method) e non richiede che l’amplificatore abbia un proprio FX LOOP.


MULTIEFFETTO A MODELLI

Innanzitutto cominciamo con il dire che quando parliamo di effetti a modelli ci riferiamo a quella gamma di prodotti che include prodotti come LINE6 POD XT, LINE6 POD X3, BOSS GT-8, BOSS GT-10, TONELAB SE, DIGITECH GNX4, DIGITECH GSP1101 e via di seguito.

Questi prodotti (che chiameremo genericamente MULTIEFFETTI o MFX) sono allo stesso tempo amati da alcuni e odiati da altri: c’e’ chi le trova incredibilmente versatili e chi le odia più di un cavo difettoso.


Quasi tutti questi sistemi (MFX) hanno uscite predisposte per per andare direttamente nel banco mixer o nella PA, proprio perchè simulano al proprio interno tutti i passaggi che stanno nel mezzo: testata, cassa, microfono… questo significa che sono pensati per sistemi il più possibile trasparenti e con risposta piatta, i cosiddetti sistemi FRFR (flat response full range).
Tutti i MFX sono pensati per darvi la migliore risposta attraverso le cuffie o i monitor attivi da studio, due soluzioni FRFR.


La vita non si misura dai respiri che facciamo ma dai momenti che ci tolgono il respiro

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