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Il codice deontologico dei DeeJay

il Mer 24 Apr 2013 - 13:28
Le associazioni di categoria maggiormente rappresentative dei Deejay si sono riunite, in data 4 aprile 2013, per discutere l’opportunità di condividere un codice etico/deontologico/di condotta, con i suggerimenti e le proposte dei relativi associati.

Le associazioni hanno convenuto che, in mancanza di un quadro normativo che possa tutelare e valorizzare la professione del DJ, il codice etico/deontologico/di condotta sarà una garanzia per la tutela degli associati sia nei rapporti tra questi e i propri colleghi, sia tra l’associato ed il datore di lavoro, garantendo massima trasparenza nei rapporti e assicurando una adeguata tutela del professionista in caso di mancanze da parte degli organizzatori degli eventi.

A breve ogni associazione implementerà un sistema aperto di condivisione degli argomenti da trattare con i propri associati al fine di raccogliere i suggerimenti dei DJ professionisti e procedere insieme alla stesura finale del codice etico/deontologico/di condotta che sarà poi sottoposto all’approvazione dell’assemblea dei rispettivi associati.



Attendiamo le vostre considerazioni e suggerimenti!
Ad oggi non esiste una norma di legge che disciplini l’ambito dell’attività professionale del DJ, prevedendo obblighi e diritti in capo al medesimo, nonostante tale figura sia al centro della filiera economica del mondo dell’entertainment e del clubbing.
Negli ultimi anni, inoltre, tale figura professionale ha subito uno svilimento del proprio valore artistico, dovuto, in gran parte dei casi, alla concorrenza sleale di quei nuovi DJ che devono piegarsi alla richiesta degli organizzatori degli eventi di accettare somme irrisorie per effettuare la propria performance artistica.
Ciò ha portato, negli anni, a creare attività sommerse quali, ad esempio, il mancato versamento dei contributi previdenziali, lo scaricamento illegale di tracce musicali da internet e l’impossibilità, in molti casi, per il DJ di ottenere il giusto compenso per l’attività svolta.
Si rende necessario, quindi, in mancanza di disposizioni legislative, dotarsi di un codice di autoregolamentazione - o codice di condotta - per dare una prima risposta alla lacuna legislativa che manca di tutelare ila figura del DJ professionista.
Tale autoregolamentazione aiuterà a dirimere, anche di fronte agli organi istituzionali, la diversità tra il DJ professionista e il DJ c.d. “abusivo”, ossia colui che non rispetta le regolamentazioni di cui agli articoli successivi.

AssoDeeJay, con la redazione condivisa del Codice del DJ, intende “valorizzare le competenze dei propri associati, diffondere tra essi il rispetto di regole deontologiche, favorendo la scelta e la tutela degli utenti nel rispetto delle regole sulla concorrenza”, in armonia con quanto disposto dalla L. 14 gennaio 2013, n. 4 sulle professioni non regolamentate.

Principi Generali
art. 1 - Definizione del DJ

Il DJ è l’artista professionista che, attraverso la personale scelta artistica e la conoscenza teorico/pratico di carattere musicale ed elettronico, miscela, in un’unica sequenza, più tracce musicali in un unico flusso. Il risultato di tale attività denominato “DJ set” è caratterizzato dall’apporto personale e artistico del professionista. Tale attività viene espletata, il più delle volte, a fronte di un compenso da parte dell’organizzatore dell’evento e con il rispetto di tutte le normative fiscali, previdenziali, di sicurezza e in materia di diritto d’autore.

Fonte: www.assodeejay.it


La vita non si misura dai respiri che facciamo ma dai momenti che ci tolgono il respiro

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