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Rapporto IFPI, vola il digitale, vendite di musica perdono il 40%

il Sab 31 Mar 2012 - 11:22

Il Report di IFPI (International Federation of the Phonographic Industry) evidenzia, che le vendite di musica hanno perso il 40% rispetto all'anno precedente e continuano a mostrare trend negativi anche in importanti Paesi come Austria, Belgio, Giappone, Paesi Bassi e Svizzera.

I ricavi del mercato internazionale della musica digitale sono stati pari nel 2011 a 4,6 miliardi di dollari, in crescita del 6% rispetto all’anno precedente.

I dati sono stati diramati in giornata a Londra dall’International Federation of Music Phonographic Industry (IFPI) all’interno del tradizionale Digital Music Report con il quale l’associazione propone una fotografia del mercato nella sua rapida evoluzione.

"Molti governi si stanno rendendo conto che è fondamentale attuare dei provvedimenti che siano in grado realmente di ridurre l’impatto della pirateria- ha spiegato Frances Moore, Amministratore Delegato IFPI- "Nell’ultimo anno Francia e Sud Corea hanno promosso azioni incisive, chiedendo la collaborazione degli ISP Provider al fine di ridurre il fenomeno dell’illegalità sulle reti internet.

Simili azioni sono in corso di valutazioni della Gran Bretagna, Nuova Zelanda e Malesia. Anche l’Europa sta rivedendo le proprie norme in materia di tutela del diritto d’autore e questo non può che costituire un elemento di ottimismo".

Per la prima volta, i dati IFPI calcolano per il 2011 anche le somme che le case discografiche hanno incassato dai diritti di sincronizzazione per film, programmi televisivi, pubblicità e Internet, pari al 2 % del fatturato complessivo (+ 5,7%, 342 milioni di dollari); negli stessi dodici mesi i ricavi generati dai diritti di pubblica esecuzione della musica registrata in tv, radio, Internet e locali pubblici sono cresciuti del 4,9% e rappresentano oggi il 6% del fatturato delle case discografiche.

In questo ambito, con il +45,9%, gli Stati Uniti sono diventati il principale mercato su scala globale, superando il Regno Unito.

Fonte: www.siae.it


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