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La radio boicotta la musica italiana? Empty La radio boicotta la musica italiana?

il Gio 27 Set 2007 - 8:20
Sul Corriere della Sera , c'era un questo articolo

"La radio boicotta la musica italiana"
-
Accusa di Audio Coop e Claudia Mori.
I network:non e' vero, ci guida il pubblico.

Tutto nasce dal fatto che nella classifica "Radio" di Musica e dischi, che potete trovare su www.musicaedischi.it, ci sono solo 6 canzoni italiane fra le 40 piu' trasmesse dai 10 principali network radiofonici, e sono quelle di Irene Grandi al secondo, Negramaro al quinto, Vasco al settimo, Renga al 20°, Pezzali al 21° e Antonacci al 33°.

Giordano Sangiorgi, presidente di AudioCoop (coordinamento di alcune etichette indipendenti) ha detto al Corriere: "Cosi' si uccide l'identita' di chi fa il musicista, si perdono tutti quei valori di una cultura popolare che fa della musica uno dei punti di riferimento piu' importanti".

Claudia Mori, aggiunge : "Quella mostrata dalla classifica e' una disparita' preoccupante. Se i nomi degli stranieri fossero tutti del livello di Mc Cartney e U2, lo capirei, ma quella griglia e' piena di sconosciuti. Le strategie dei network sono contrarie ai gusti e agli interessi del pubblico, ma se si continua in questa direzione nessuno avra' piu' voglia di investire nella scoperta di nuovi talenti e nel lancio di emergenti".

Ora, dico io, signora Claudia Mori, a parte che oltre a Mc Cartney e U2 che lei cita, nella top 40, ci sono Red Hot Chili Peppers, Michael Buble', Jennifer Lopez, Linkin' Park, Travis, Green Day e Macy Gray, per citare qualche altro grande, che forse non sara' al livello dei suoi preferiti, ma qualcosa nel tempo ha dimostrato.

E quelli che lei chiama "sconosciuti", sono proprio i nuovi talenti che arrivano dall'estero, dove forse sono un po' piu' bravi di noi a promuovere la propria musica, e rispondono al nome di Mika, Paolo Nutini, Fray gruppo rivelazione in USA da 1 anno a questa parte, Ne-Yo autentica rivelazione dell'r'n'b, 2 album e 2 nuove entrate al numero 1 della classifica USA, Maroon 5 (sconosciuti???), Justin Timberlake (sconosciuto???), Beyonce' (sconosciuta???),

Christina Aguilera (sconosciuta???), Robin Thicke, uno che prima di cantare e' stato autore di un sacco di big, fra cui Michael Jackson, Mark Ronson, uno dei piu' apprezzati dj e produttori da qualche anno a questa parte, John Legend, un altro che coma autore ha scritto pagine importanti del r'n'b e dell'hip-hop degli ultimi anni, Amy Winehouse, talento assoluto, ammirata prima di tutti da Prince che proprio un coglione non e'. E mi fermo qui, perche' do' per scontato che almeno Avril Lavigne, Gwen Stefani, John Mayer e Joss Stone, lei li conosca.
Quelli che non ho nominato, li scopra lei, le lascio questa soddisfazione, e si accorgera' che c'e' tutto un mondo nuovo in fermento, che sta crescendo, si sta evolevndo. La musica in Italia purtroppo dorme, da un po' troppo tempo. Con le dovute eccezioni, certo, ma il panorama musicale italiano, da troppo tempo e' fiacco.

Nell'articolo del Corriere, si torna a parlare delle quote che esistono in Francia, che obbligano le radio francesi a programmare una certa percentuale di musica francese. Mi sono gia' espresso, su questo argomento, e trovo vergognosa questa imposizione. Credo nella meritocrazia, e trovo che una "quota" di questo tipo, sia pari a una raccomandazione. Sono sempre stato invece dalla parte della meritocrazia, ma mi rendo conto che in Italia non siamo abituati a questa parola.

Prima di pensare alle quote, alziamo il livello della musica italiana, torniamo a scrivere canzoni decenti, torniamo a dare spazio agli autori. Oggi qualsiasi artista, per guadagnare di piu', vuole scrivere le proprie canzoni. C'e' chi ha il talento per farlo, c'e' chi non ce la fa, e riempie i propri dischi di cose inutili.

E poi, detto fra noi, da quando esistono queste quote in Francia, mi sembra che la musica francese, nei confronti dell'estero, sia praticamente crollata.

Sull'articolo vengono poi riportanti pareri piu' o meno autorevoli di colleghi radiofonici. C'e' l'immancabile Linus (ma il Corriere lo sa che nella radiofonia italiana non ci sono solo Linus, Albertino e Fiorello? Per nostra fortuna di gente brava ce n'e' tanta, ma tutte le volte sul Corriere si parla sempre e soltanto di loro). Linus non perde occasione per sottolineare che a Radio dee Jay si sono "orientati su esponenti piu' moderni, come i Club Dogo e gli Aeroplani Italiani, che altre emittenti non considerano". Non viene detto che gli Aeroplani sono il gruppo di Alessio Bertallot, da anni in onda su Radio Dee Jay...

Anna Pettinelli, di RDS, dice : "Noi testiamo il gradimento degli ascoltatori per ogni pezzo. Quello che non passa e' perche' il pubblico non lo vuole e noi non possiamo difendere un prodotto che non funziona. Non sara' un caso se la musica italiana all'estero fatica a funzionare:se ci fossero dischi decenti non ci sarebbero questi problemi"

Per concludere, vi riporto il link per vedere tutta la classifica di musica e dischi.
A voi le conclusioni e i vostri commenti.

http://www.musicaedischi.it/classifiche.php?tipo=singoli_radio&freq=sett


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La radio boicotta la musica italiana? Empty Re: La radio boicotta la musica italiana?

il Mar 16 Ott 2007 - 15:47
io penso che non è colpa della radio se passano di più i pezzi stranieri che quelli italiani, la colpa è dei cantanti italiani che non riescono ad imporsi nel mercato, e poi si sà, l'Italia su questo campo (a mio parere) è sempre un passo indietro.
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La radio boicotta la musica italiana? Empty Re: La radio boicotta la musica italiana?

il Mar 16 Ott 2007 - 16:55
colpa forse dei costi...

x questo Vasco stampa i propi deski in Inghilterra e poi li vende in Italia.

bounce


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