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Studio 54 New York, impariamo dal mito (!) Empty STUDIO 54

il Dom 2 Set 2007 - 14:06
Un locale che ha creato una leggenda e che neanche oggi, in nessun posto e in nessun luogo può essere rievocato, è il celebre Studio 54 di New York. Nel breve periodo in cui è stato aperto ha mescolato ricchi e poveri, gay e etero, bianchi e neri, giovani e vecchi nel nome della discomusic e nel modo che ha fatto più discutere per scandali, glamour e novità.
Era frequentato da personaggi come Cher, Elton John, Andy Worhol, Truman Capote, il meglio degli attori di Hollywood e del mercato discografico.

Studio 54 New York, impariamo dal mito (!) Studio10

Ingresso Studio 54


Allo Studio 54 ogni notte era una festa continua e diversa con tutti gli usi ed abusi che ne derivavano, specie nei privè sotterranei e nella famosa balconata.

Il 54 era stato per davvero uno studio televisivo molti anni prima e il club riutilizzava parte del suo arredamento pseudobarocco. Stava al numero 254 Ovest della Cinquantaquattresima Strada a Manhattan, tra la Settima e l'Ottava Avenue.

Allo Studio 54 era molto difficile entrare perchè solo pochissimi venivano scelti dal gestore e art-director Steve Rubell fra la folla all'ingresso.

Studio 54 New York, impariamo dal mito (!) Image211

Confetti come Gadgets


Questa operazione la chiamava pulire l'insalata e garantiva che non ci fossero nel club dei gruppi etnici o dei ceti sociali prevalenti. Doveva essere rappresentata tutta la società in modo equilibrato.
Tutti volevano esserci per ballare insieme ad attori, cantanti famosi e principi e per partecipare alle sue incredibili feste a tema di cui uscivano le foto sui giornali il mattino dopo.

Una famosissima hit disco degli Chic è stata scritta proprio in seguito al fatto che gli autori furono respinti all'ingresso la sera in cui Grace Jones li aveva invitati al 54 per discutere di una produzione. Arrabbiatissimi tornarono indietro con il ritornello di un nuovo pezzo dal titolo Fuck Off, poi mutato in Le Freak, in cui si narra la vicenda.

Studio 54 New York, impariamo dal mito (!) Image212

Interno Studio 54


Il locale aveva un impianto audio-luci di primo livello, un sistema di neon a colonna che scendeva dal soffitto sulla testa dei ballerini e numerosi effetti speciali come la neve artificiale e cambi di scenografia improvvisi.

Nonostante all'interno dei party si dava luogo ad ogni forma di eccesso e si consumavano tutte le droghe e gli alcolici conosciuti, il locale è stato chiuso in seguito ad un blitz della tributaria perchè i proprietari evadevano le tasse: c'erano sacchi di spazzatura pieni di banconote nascosti ovunque. Dopo un processo i proprietari finirono in galera.

Anche se era il club più famoso al mondo in quel momento, allo Studio 54 non ci si andava per ballare e la qualità della musica era, come diremmo oggi, molto commerciale.
Carlo S.
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Studio 54 New York, impariamo dal mito (!) Empty Studio 54 New York, impariamo dal mito (!)

il Mar 4 Mar 2014 - 9:23
”(…) Il 54 si mostrava come un luna-park stracolmo di infantili follie per adulti col cervello in ritardo sulla tabella di marcia, un colorato baby-parking (non di certo per le dimensioni) dove tutti volevano andare per sentirsi bambini, almeno nel senso di abbandonarsi ad un divertimento senza limiti convenzionali”… OLE!
Studio 54 New York, impariamo dal mito (!) 110

Avete appena leggo qualche riga di un pur interessante articolo di Francesco Cataldo Verrina su ilVentuno (leggilo qui ). Si racconta come Maradona fosse in realtà un pessimo giocatore mentre Pantani fosse prima un drogato e poi un campione. Si spiega che gli eccessi non c’entrano niente con la notte e con le disco ‘vere’. Si dice che le disco democratiche, in cui tutti possono entrare, sarebbero molto meglio (ma non sarebbero club, però). Si racconta una favola nata e cresciuta nella testa di chi scrive. Si racconta, chiaramente tra le righe, che lo Studio 54 era di destra, mentre potrebbero esserci delle vere disco di sinistra in cui si balla finalmente tutti uguali. Si raccontano un sacco di amenità? Secondo noi di AllaDiscoteca.com SI. Ma è solo il nostro parere. Andiamo avanti.

”(….) lo Studio 54 era una sorta di Bolliwood per finte star del cinema muto e sordo (la musica aveva solo una funzione “enzimatica”, ossia di acceleratore delle droghe e dell’alcool); per i cacciatori di autografi, per i voyeur, per i mondani del fine settimana rappresentava una panacea, un ideale analgesico contro il logorio della vita moderna. Tutti insieme a far baldoria: divi dei telefilm a puntate, rock-star pentite sulla via di Damasco…”
Studio 54 New York, impariamo dal mito (!) 210

Nell’articolo, che è ben scritto, ed è stato scritto partendo da veri dati, si dice che lo Studio 54 è durato troppo poco. Ma i miti durano poco e di solito ancora oggi i club a NY durano un paio d’anni (l’eccezione è il Marquee).
Si dice che “il 54 sarebbe esistito anche a suon di balalaike e tamburelli tirolesi. Una follia collettiva che ha portato la disco-music ed il mondo ad essa legato verso il baratro”. Divertente. Ma se balliamo in discoteca ancora oggi, cos’è che sarebbe finito se non la voglia di ballare e di eccessi e di far casino e di farsi notare e di far sesso promiscuo (…) di chi scrive?
Riassumendo, per noi di AllaDiscoteca, la musica è il principale ingrediente di una notte in discoteca, insieme con la possibilità di conoscere persone nuove che ti vanno a genio e un ambiente piacevole che sia in qualche modo diverso dalla normalità del giorno o di un cinema.Gli ‘eccessi’ faranno sempre parte della notte e dei club se per eccessi intendiamo quelli di decibel, di tacchi, di sex appeal, di eleganza (anche sfiorata o fallita), di voglia di far casino, di intelligenza imprenditoriale.
Certo, intelligenza imprenditoriale. Lo Studio 54 fu anche questo. Si racconta che uno dei titolari aveva visto un ragazzo fuori dal locale con una t shirt con su scritto “f***k studio 54”. Lo avvicinò e gli dette una tessera omaggio a vita.
E’ chiaro?
Immaginiamoci il pur geniale Cangini (ex titolare e fondatore del Pineta) che trova un ragazzo brutto e malvestito che trova sotto al Pineta una maglia con scritto “Pineta Fottiti”… Secondo voi lo ringrazia e lo fa entrare gratis a vita?
Ecco perché il Pineta, nonostante sia il club italiano più storico e giustamente celebrato, NON E’ un mito globale come lo Studio 54. Chi lavora di notte dovrebbe andare a letto al mattino leggendo 1 pagina di almeno 10 libri sullo Studio 54, imparando pure qualche riga a memoria prima di dormire. Così balleremo meglio.
Lorenzo Tiezzi http://www.alladiscoteca.com/post/76730904838/studio-54-new-york-impariamo-dal-mito
FOTO TRATTE DA
http://212access.com/a-night-inside-studio-54/
INFO SULLO STUDIO 54
http://it.wikipedia.org/wiki/Studio_54
http://212access.com/a-night-inside-studio-54/
L’EPISODIO DELLA T SHIRT
http://thethousands.com.au/melbourne/calendar/the-house-de-frost/


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