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DJ: UN MESTIERE NON RICONOSCIUTO

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Carlo S.
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DJ: UN MESTIERE NON RICONOSCIUTO

Messaggio Da Carlo S. il Mar 9 Apr 2013 - 21:37



Prima di intraprendere il discorso che oggi vorrei trattare con voi mi piacerebbe porre alla vostra attenzione questa vecchia agenzia stampa la quale parla di un’iniziativa svoltasi a Modena diversi anni fa e che é alla base della riflessione odierna:

MUSICA:A MODENA LEZIONI-CONCERTO PER STUDENTI UNIVERSITARI
PER COINVOLGERE I GIOVANI NELLE ATTIVITA’ DEL TEATRO COMUNALE
 Modena, 20 feb. – (Adnkronos/Adnkronos Cultura)

Smile “Dentro le note”, è il titolo di un’iniziativa nata dalla collaborazione fra il Teatro Comunale di Modena, l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e Arestud e consiste in un nucleo di incontri musicali indirizzati agli studenti dell’ateneo con l’obiettivo di coinvolgere il pubblico più giovane nell’attività e nella produzione musicale promossa dal Teatro stesso.

Gli incontri, a ingresso libero, daranno la possibilità ai ragazzi di entrare nel vivo delle esecuzioni dialogando direttamente con gli interpreti che presenteranno e approfondiranno le musiche eseguite. A condurre gli incontri sarà Giordano Montecchi.
Si comincerà domani alle 18 presso la Sala Rum di via Campi. L’iniziativa, giunta alla 4^ edizione, prevede cinque incontri. Le lezioni-concerto del ciclo 2006, intitolato “Mano d’opera: la musica in officina”, sono dedicate al lavoro di chi interpreta e sa ‘fare’ musica, ossia a “quell’artigiano la cui abilità consiste nel trasformare la musica in quella cosa che noi ascoltiamo, quell’artigiano senza le cui capacità la musica sarebbe semplicemente preclusa a noi ascoltatori e con essa tutti i momenti indimenticabili di cui le siamo debitori”.
 Smile

Smile Dalla musica per violino di Bach, la musica da camera di Brahms e Bartók a quella per pianoforte preparato di John Cage, dal blues al “dj style” con Überbrettl Ensemble (21 febbraio, L’artigiano e la materia prima), Pierfrancesco Pacoda e DJ Rame (28 febbraio, “DJ Style”: scrivere la musica con i giradischi), Stefano Montanari (7 marzo, Il grande fiume), Fabrizio Puglisi (21 marzo, Inside the blues) e infine Francesca Aste (28 marzo, Dentro il pianoforte).

“Dentro le note” fu un’iniziativa alla quale presi parte come avrete letto diversi anni fa. Un’esperienza decisamente particolare che oltre ad esprimere la passione intrinseca nell’esercizio di un’arte ebbe il grande merito di cercare di offrire un inquadramento professionale della questione. Ciò che mi colpisce ancora oggi quando osservo questa vecchia agenzia stampa é il fatto che iniziative di questo tipo siano proposte di rado in sul territorio. Ci sono molti workshop che ci consentono di comprendere come utilizzare determinati strumenti ma meeting o “clinic” specializzati purtroppo languono. Smile



Questo probabilmente é uno dei motivi per cui nel nostro paese nel 2013 il “deejay” non ricopre ancora il ruolo di vero mestiere con la stessa dignità che si conviene a tante altre professioni svolte con uguale passione, dedizione e competenza. Gioca poi un ruolo fondamentale in questo quadro così complesso un classismo spesso e volentieri malcelato, ed infine proprio il problema esposto precedentemente.

Se ci fossero più occasioni in cui la categoria dei deejay potesse incontrarsi con la volontà di autoregolamentarsi e di riuscire ad eludere problematiche evidenti che da soli non siamo in grado di affrontare e risolvere compieremmo un grande passo in avanti. Inoltre ognuno di noi potrebbe rapportarsi senza barriere di selezione naturale con personalità di esperienza e competenza capaci di offrirci i giusti consigli per poter sviluppare la propria professione verso un sentiero utile individualmente e collettivamente. Smile



Bisogna considerare che esiste anche un sottobosco di dj che operano con professionalità e passione nella loro scena locale e che soffrono di problemi quotidiani che non possono essere elusi attraverso il potere contrattuale derivante dal loro “status”. Sono proprio queste persone che compongono l’ossatura della nostra categoria, le stesse che alimentano con i loro guadagni le vendite dei brani e che spesso macinano kilometri per ascoltare e ballare con cognizione di causa (merce rara in questi tempi caratterizzati dall’hype e dal marketing).

Una vera categoria si prenderebbe cura anche di loro. Smile
http://www.djmagitalia.com/dj-un-mestiere-non-riconosciuto/

    La data/ora di oggi è Mer 18 Ott 2017 - 2:19