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L’isola che non c’è   (di Marco Corona ) Empty L’isola che non c’è (di Marco Corona )

il Sab 3 Dic 2011 - 0:03
La crisi discografica è ormai nota già da parecchi anni; quella dell’editoria tradizionale sta passando il periodo peggiore.

Ora, purtroppo tocca ai club.

A discapito di concorrenza sleale, chiriguitos vari, spiagge abusive adibite a club, discobar vari, sembrava che le discoteche, nonostante la naturale selezione, avessero tutto sommato tenuto il botto. Fino ad ora.

Sfortunatamente, anche gli ultimi strumenti che garantivano un po’ d’ossigeno ovvero le one-night collaudate, magari inteneranti, gli show case e i top djs, non riescono più a garantire la copertura della serata.

I djs, in particolare, che hanno un seguito, che possa chiamarsi tale, ormai li conti sulle dita di una mano e badate bene che ho sommato gli italiani con gli internazionali.

Inevitabile, pertanto, che proprietari e direttori artistici comincino a “tagliare” i costi vedi deejays, cosicché le consolle affollate di qualche tempo fa, si sono drasticamente svuotate (come del resto anche i dancefloors).

Un comparto, dunque, che è sempre stato in esubero si trasforma in esodo.

Allontanamento forzato dalla professione di dj ad altra occupazione s’intende!

Per farla breve quello che è già avvenuto tra i producers home-made, trasformati in weekend’s producers o, addirittura, abbandonando le DAW.

Un altro aspetto è il disorientamento dovuto alla micro-frammentazione dei vari generi e sub generi musicali ha contribuito a spalmare i frequentatori in base ai gusti musicali sempre più affinati, rendendo, di fatto, impossibile la gestione di molti locali, che devono far fronte agli sterminati costi con gli introiti di una sola serata a settimana.

Mal comune mezzo gaudio: anche a Londra, capitale della club culture, non passa stagione che non chiuda un locale.

Nel Regno Unito, però, c’è qualcosa che riesce ancora a tenere viva la night life: innanzitutto la cultura del clubbing ben radicata, movimenti attivi sul territorio, festival a “non finire” e anche un aspetto “dominante” sulla scena mondiale che è in grado di imporre scelte e dettare legge, come la recente classifica di una famosa rivista d’oltremanica dove sono indicati i migliori negozi di dischi del mondo.

Tra questi non c’è nessun negozio Italiano. Un vero affronto per i nostri “DJ Service” e “Goodymusic” di Roma o il Disco Più di Rimini, che hanno felicemente fornito almeno tre generazioni di djs in tutta Italia e che tuttora sono operanti!

Fonte: Marco Crona su http://www.fintofigo.com/


La vita non si misura dai respiri che facciamo ma dai momenti che ci tolgono il respiro

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L’isola che non c’è   (di Marco Corona ) Empty Re: L’isola che non c’è (di Marco Corona )

il Sab 3 Dic 2011 - 10:41
Ormai e solo un'arrampicamento negli specchi e finita ragazzi , il mondo e cambiato bisogna arrendersi , purtroppo in peggio.
A malincuore lo dico ma e successo quello che o sempre sostenuto e vi convesso che avrei voluto che il tempo mi dasse torto ma purtroppo mi ha dato ragione Sad
E FINITA UN'ERA e a noi piu vecchi che abbiamo fatto a tempo a viverla ci rimarra questo dolce ricordo che resterà indelebile unica soddisfazione che possiamo avere e quella di dire io c'ero io ho vissuto tutto questo.

Stan girando gia voci che le console spariranno del tutto , e che i locali accquisteranno set gia confezionati dai dj piu blasonati lascio immaginare il futuro del dj quale possa essere.
Spero ancora una volta che non sia cosi e che qualcosa possa cambiare ma la strada intrapresa e questa e siamo gia a meta percorso.



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