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Davide76
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il Gio 16 Dic 2010 - 13:38
EDIT BY WIKIPEDIA

Alta fedeltà detto anche Hi-Fi (dall'inglese High Fidelity) è un termine generico che stava ad indicare prodotti audio e video di qualità superiore.

La nascita del termine si fa risalire al 1936, anno in cui la RCA, detentrice del brevetto sul tetrodo a fascio, realizzò una valvola che, nelle sue innumerevoli varianti, finì per equipaggiare una infinità di apparati audio dagli anni trenta fino ai giorni nostri: la 6L6. Apparvero immediatamente una serie di amplificatori di potenza elevata ed alta qualità, al punto che lo slogan dell'Olympia Radio Show di quell'anno fu "This Is The Year of High-Fidelity". Il termine iniziò ad essere utilizzato dagli appassionati di musica per indicare delle apparecchiature per la riproduzione del suono dotate di qualità superiore alla media. Si è particolarmente diffuso con l'avvento della stereofonia, che per le sue caratteristiche, rendeva l'effetto di diafonia del suono naturale, garantendo una qualità di ascolto superiore ma imponendo necessariamente una maggiore qualità delle apparecchiature di riproduzione.

Il marchio Hi-Fi

Negli anni settanta/ottanta, la grande diffusione di impianti per la riproduzione del suono sempre più sofisticati, ha portato alla decisione di mettere ordine nella dilagante diversificazione delle soluzioni tecniche adottate dai vari costruttori, stabilendo delle norme meccaniche e parametri elettrici definiti standard, in conformità ai quali, un apparecchio poteva essere considerato a pieno diritto Hi-Fi (vedi norme DIN e RIAA).

Hi-end (High End)

In concomitanza con la richiesta degli appassionati più esigenti ed alla sempre maggiore diffusione e versatilità della componentistica elettronica, sul finire degli anni ottanta fecero la loro comparsa sul mercato macchine (termine usato in campo professionale) il cui progetto, ingegnerizzazione e prestazioni, era allo "stato dell'arte"; nasceva l'Hi-end (in inglese High End), una nuova fascia di mercato in cui si pongono tuttora le apparecchiature audio realizzate senza limiti di costo ed avendo come unico obiettivo quello di ottenere le massime prestazioni utilizzando quanto di meglio offre la tecnologia del momento. Parallelamente, in modo lento ma costante, il termine "Hi-Fi" ha perso la sua iniziale autorevolezza, decadendo a rappresentare prodotti situati nella fascia medio-bassa del mercato.

Qualità del suono

La qualità audio di qualsiasi dispositivo preposto al trattamento del suono, può essere misurata in laboratorio utilizzando appropriati strumenti, per mezzo dei quali si possono rilevare molti parametri acustici, elettrici e meccanici, che quantificano la qualità dell'apparecchio. La rivista "Suono" nata negli anni 70, fu la prima in Italia a introdurre le misure tecniche degli apparecchi in prova ed a dotarsi di un laboratorio dedicato a questo scopo.

Principali parametri di valutazione delle apparecchiature Hi-Fi

Rapporto segnale/rumore
rapporto dinamico
Potenza
Slew rate
Risposta in frequenza (e linearità della stessa)
Distorsione armonica totale (THD)
Distorsione di intermodulazione (IMD)
Wow & Flutter e Rumble (in giradischi e registratori)
Fattore di smorzamento
Fattore di separazione fra i canali (diafonia)


Valutazione della fedeltà: prove in doppio cieco

In ambito scientifico il test in doppio cieco è una metodologia di prova di uso corrente tanto che sin dal 1960, per l'approvazione di nuovi medicinali, essa è stata resa obbligatoria. In ambito audio, se la prova in singolo cieco degli altoparlanti era stata usata per un certo numero di anni da Floyd E. Toole al National Research Council of Canada, la prova in doppio cieco degli amplificatori è stata descritta per la prima volta negli Stati Uniti da Daniel J. Shanefield nel novembre del 1974, nel bollettino della Boston Audio Society. La notizia raggiunse il grande pubblico, attraverso la rivista High Fidelity, solo nel marzo del 1980, mentre oggi il confronto in doppio cieco è una procedura standard per tutti i professionisti. Un miglioramento, oramai comunemente in uso, di questa prova è il confronto ABX. Esso consiste nel paragonare due fonti audio conosciute (A e B) ad una terza (X) selezionata di volta in volta a caso tra le prime due. La prova e le relative apparecchiature necessarie sono state sviluppate al Southeastern Michigan Woofer and Tweeter Marching Society (SMWTMS), una organizzazione semi-professionale con base a Detroit, che è molto attiva nel campo dei test in doppio cieco di nuovi componenti audio. Ci sono detrattori di questa metodologia che ne contestano l'uso sostenendo che tale prova è stressante e che, forse a causa di questo stress, non si potrebbero distinguere le differenze sottili tra apparecchiature di classe superiore. La tesi è che solo l'ascolto a lungo termine permetta di analizzare a fondo il suono e inoltre che i fautori del doppio cieco si propongano pretestuosamente di dimostrare che tali differenze sottili in realtà non esistano e che coloro che credono di percepirle siano frustrati e vittime delle campagne pubblicitarie. Tuttavia c’è anche chi sostiene che tutti i confronti seri possano essere stressanti e che gli appassionati che hanno pagato prezzi molto alti per i loro apparecchi potrebbero avere una tendenza inconscia a favorirli; di conseguenza la maggior parte dei test professionali viene condotto in doppio cieco.


La ricerca del realismo

Quando l'alta fedeltà era limitata alla sola riproduzione monofonica, il realismo nel ricreare le sensazioni di una sala da concerto era molto limitato. I ricercatori si sono presto resi conto che tale approssimazione poteva aumentare riproducendo la musica attraverso più canali di trasmissione. Fu sperimentato, per esempio, che una rappresentazione realistica degli esecutori in una orchestra, da una posizione di ascolto ideale, avrebbe richiesto almeno tre altoparlanti per i canali frontali, mentre per la riproduzione del riverbero si sarebbero resi necessari almeno due altoparlanti disposti dietro o ai lati dell'ascoltatore. La registrazione su supporto di tutti questi canali in sistemi di costo compatibile con la vendita al pubblico erano al di là delle possibilità della tecnologia dei primi anni cinquanta. Il suono stereofonico ha fornito una soluzione parziale al problema di generazione di un certo realismo nella riproduzione dei molti strumenti in una orchestra permettendo la creazione di un canale centrale fantasma quando l'ascoltatore si siede esattamente nel mezzo dei due diffusori frontali. Tuttavia qualora l'ascoltatore si muovesse verso un lato questo canale fantasma svanirebbe o la sua efficacia si ridurrebbe notevolmente. Con l'intento di mitigare questo effetto, e soprattutto di espandere la sensazione di realismo della ricostruzione dell'evento nelle 3 dimensioni, alcuni costruttori a cavallo tra gli anni ottanta e novanta hanno realizzato diffusori caratterizzati da emissione sonora in ambiente opportunamente controllata. Alcuni esempi, certamente non esaustivi dei molti studi fatti:

Direct Reflecting – che si propone la ricostruzione di un “campo riverberato” ricco ed in qualche misura più vicino all'originale
Stereo Dimensional Array (SDA) – cancellazione della diafonia interaurale
Distributed Spectrum Radiation (DSR) – Ampliamento dell'area ottimale di ascolto ed ampliamento della sensazione di dimensione verticale dell'evento
Natural Perspective System ed altri – collegata al DSR ma con maggiore correttezza nel fornire illusione di tridimensionalità.
Un tentativo di provvedere alla riproduzione del riverbero è stato fatto negli anni 70 attraverso la quadrifonia. La tecnologia a quel tempo era però, ancora una volta, immatura e permanevano nel sistema diversi difetti intrinseci che, rendendo marginali i miglioramenti del realismo a fronte di un aggravio di costi economici e di spazio, ne ostacolarono la diffusione. Recentemente, la raggiunta maturità dei sistemi digitali e l'aumento della popolarità dell'Home Theater, ha stimolato nuovamente la diffusione di sistemi multicanale. I miglioramenti fatti nel campo dei processori di segnale hanno aumentato il realismo e, conseguentemente, gli aggravi di costi e spazio sono più tollerati dagli appassionati.

Per ottenere un buon realismo la riproduzione deve, in aggiunta alle componenti spaziali, essere soggettivamente esente da rumore, distorsione ed altri difetti. La moderna tecnica digitale consente la registrazione e la riproduzione di segnali con gamma dinamica di oltre 90 decibel coprendo nel contempo tutto lo spettro dell'udibile, convenzionalmente individuato tra i 20 Hz ed i 20 kHz, anche se tale copertura è nella realtà più limitata per quasi tutti gli individui, anche in relazione all'età.

Le aziende

Negli anni molte furono le aziende che si dedicarono al settore dell'alta fedeltà, sia case "generaliste" del settore elettronica di consumo, sia aziende di nicchia specialistiche; per quanto riguarda la loro localizzazione, inizialmente la produzione di qualità era concentrata negli USA ed in Giappone, in seguito anche in Italia, Germania, Gran Bretagna e Svizzera. Negli ultimi anni, come prevedibile, si è affermata anche una massiccia produzione cinese, coreana ecc., non sempre di alto livello. Nel caso di aziende più specializzate, non sporadici sono stati i casi di ditte che, dopo il boom degli anni '70 e '80, si ritrovarono con problemi economici che ne causarono la chiusura: tra queste, la laziale ESB (diffusori) e un'altra italiana, la Galactron, chiusa nel 1984 dopo essersi fatta apprezzare anche all'estero per la costruzione di preamplificatori e amplificatori di potenza. Particolare invece è il caso dell'azienda danese Bang & Olufsen che continua a produrre apparecchiature che mettono in risalto soprattutto gli aspetti legati ad un raffinato design. Al massimo livello di qualità, ovvero posizionati nella fascia Hi-end si pongono costruttori presenti soprattutto nelle realtà economiche e industriali più avanzate ma che di rado assumono dimensioni produttive propriamente industriali, e che il più delle volte si caratterizzano per dimensioni, organizzazione produttiva e per le forme di distribuzione, come prodotti di alto e talvolta altissimo artigianato. In Italia sono attivi, tra gli altri, Aloia, AM Audio, Audio Analogue, Bluenote, Lector, Norma, Sonus Faber (((Acoustical)))), Northstar, (((Unison Reserch))). Importante inoltre il ruolo di progettisti e artigiani come Bartolomeo Aloia, Luca Chiomenti (kiom), Fulvio Chiappetta (Si Audio), Renato Giussani, Alberto Maltese, Felice Ingoglia (Aurion Audio), Diego Nardi, Carlo Morsiani, Marcello Torlai, Luigi Dall'Antonia (Labtek), Silvano Sivieri (Olimpiaudio) e Lorenzo Betti (Estro Armonico).

Autocostruzione e tweaking

Notevole rilevanza ha avuto negli anni la pratica di autocostruzione talvolta sfociata in attività artigianali o industriali. È diffusa anche la pratica del tweaking che consiste nel modificare apparecchiature di produzione industriale al fine di migliorarne le caratteristiche di alta fedeltà.

Riferimenti

Paolo Magaudda, 2008, «La miglior poltrona a casa propria». Per una storia delle tecnologie musicali HiFi, in «AAA\TAC», n.5, Venezia, Fondazione Giorgio Cini, pp. 145–159.

Francesco Flammini, 2009, «Alta Fedeltà per amatori».









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il Dom 5 Feb 2012 - 20:58
Definire l'Alta Fedeltà
Iniziamo con provare a spiegarne il concetto. L'alta fedeltà non è nient'altro che l'illusione di riprodurre, quanto più vicino possibile alla realtà, un evento sonoro e musicale. Capirete che l'alta fedeltà non è un valore assoluto ed oggettivo, ma è molto vicino alla sfera del soggettivo più di quanto si possa immaginare.


La Qualità dell'Incisione
La qualità del supporto musicale, che sia esso Cd, Lp, Dvd Musicale, SACD è fondamentale per cercare di avvicinarsi il più possibile alla realtà dell'evento sonoro. In Questo caso non è importante avere un impianto Hi Fi di qualità se poi allo stesso facciamo riprodurre una pessima registrazione del brano, dell'opera o di qualsiasi altro evento musicale che desideriamo. Giusto all'uopo ho elencato di seguito una serie di etichette discografiche che fanno della qualità il loro punto di forza.


Alcune Delle Migliori Etichette Discografiche:

Sheffield Lab
http://www.telarc.com/
http://www.chesky.com/
http://www.bluenote.com/
http://www.linnrecords.com/
http://www.opus3records.com/

P.S.: Su Ebay, la più importante asta on line del mondo, ci sono in vendita numerosi Cd, Lp con Etichette prestigiose, oltretutto a prezzi ottimi.
impiantoR

Il Suono
Non avendo io ne le capacità tecniche ne le dovute conoscenze per esporvi un argomento così importante e difficile, ma anche così interessante, vi rimando alle spiegazioni di un professore della "Scuola Di Corto", che a parer mio, ha saputo in maniera semplice e completa spiegare il concetto di Suono. Dalla definizione, alle unità di misura, alle capacità del nostro udito di percepirlo."IL SUONO" http://www.angelobarbieri.it/Documenti/il_suono.pdf


Stereofonia e dintorni
Il metodo più usato per cercare di riprodurre in maniera fedele un evento sonoro o musicale è la Stereofonia, la quale riproduce tale evento attraverso due canali, destro e sinistro.
La maggior parte degli impianti costruiti per riproduure musica, hanno questa configurazione.
E' bene ricordare che avere collegati due diffusori ad un impianto (stessa cosa vale per le cuffie) "hi fi" collocato in un appartamento, o una radiolina portatile oppure un lettore Mp3, non sono sufficienti per riprodurre un suono stereofonico, è necessario che il segnale che giunge a questi apparecchi lo sia, diviso cioè in due canali, uno di destra e uno di sinistra.


Avvicinarsi all'Alta Fedeltà
Possedere un impianto di qualità capace di riprodurre più o meno fedelmente un evento musicale, si rivela purtroppo un impegno assai oneroso per la maggior parte delle persone. Nel link che seguirà c'è un validissimo aiuto per tentare di blissare tale incoveninte. Una guida veramente intelligente all'acquisto del prodotto di qualità usato. Io stesso mi sono affidato a tali consigli, appoggiato e coadiuvato dal mio carissimo amico Antonio D'Arco, e devo dire che il risultato finale non è niente male: http://www.tnt-audio.com/guide/guida.html

Lo standard di compressione audio Mp3
Molti di coloro che ascoltano musica attraverso un sistema audio di Alta Fedeltà si chiedono (a giusta ragione) come sia possibile riprodurre fedelmente un evento sonoro attraverso lo standard di compressione mp3. Le parole stesse "standard di compressione" danno già la risposta: NON E' POSSIBILE!! Con l' mp3 infatti, il messaggio sonoro viene compresso tagliando molte delle frequenze presenti nel "messaggio" originale. Lo standard mp3 nasce con l'obbiettivo di ridurre il peso digitale dell'evento audiofonico (in realtà lo standard nasce per comprimere un evento viedeofonico, solo successivamente utilizzato per la musica) per permettere di immagazzinare all'interno di un dispositivo per la riproduzione di brani musicali, vedi IPOD, oppure un Personal Computer, il maggior numero di file possibile. Sono del parere che sia inutile demonizzare questo o quel formato audio, l'mp3 ha un suo scopo, permettere al maggior numero di persone possibili di trasportare ed ascoltare musica ovunque ci si trovi, senza contare il fatto che un riproduttore di mp3 ha un costo accessibile praticamente a tutti. Il rammarico ed il pericolo più grande è un altro secondo me. La maggior parte di coloro che ascoltano regolarmente musica riprodotta, le nuove generazioni prima di tutto, purtroppo pare non abbiano capito la differenza che c'è tra un riproduttore di mp3 ed un vero impianto Hi Fi di qualità, perchè da sempre hanno ascoltato solo ed esclusivamente brani riprodotti da IPOD o da schede audio di PC, in questo modo non riuscirà mai a godere appieno di tutte le note, tutti i passaggi e tutte le sfumature che il brano originale conserva, riducendo fortemente l'emozione che il brano stesso può trasmettere.


FONTE :

http://www.angelobarbieri.it/NUOVO_SITO/AltaFedelta.html





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