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EIFFEL 65 Empty EIFFEL 65

Lun 21 Gen 2008 - 13:42
Come molti gruppi che negli anni '90 hanno segnato la storia della musica Dance, anche loro nascono, lavorano e si sviluppano a Torino.

Il gruppo infatti prende vita nel 1998 negli studi della casa discografica torinese Bliss Corporation di Massimo Gabutti e Luciano Zucchet.

Il progetto originale, che è poi anche quello che si svilupperà nel corso degli anni, vede impegnati tre membri: il DJ Gabry Ponte (all'anagrafe Gabriele Ponte), il musicista Maurizio Lobina (in arte Maury) e il vocalist Jeffrey Jey, con il suo vero nome Gianfranco Randone.

Maurizio Lobina inizia a suonare il piano dall'età di 5 anni, entra a far parte della prima band a 10 anni. E' cresciuto ascoltando ogni tipo di musica e suonando ogni tipo di musica dalla House al Reggae. E' forse questo vasto bagaglio culturale che fa di lui uno dei compositori più accreditati della Bliss Corporation, famoso anche per le sue dita lunghe e veloci.

Il nome del gruppo è stato creato da un computer, che tra tante ha scelto la parola casuale "Eiffel", a cui per errore è stato associato il numero 65 che faceva parte di un numero telefonico. "Trovare il nome del gruppo è sempre un processo delicato e importante, in quanto deve poter rappresentare interamente il gruppo".

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Dall'inizio degli anni '90 hanno sempre lavorato per la Bliss Corporation, collaborando in altri dischi e in altre produzioni.

Naturalmente è nel 1998 con l'uscita del pluripremiato singolo Blue (Da Ba Dee), che si formano come band con il nome Eiffel 65.

Una canzone, quella di Blue (Da Ba Dee), per la quale i membri non nutrono molte speranze al momento dell'uscita, a loro dire, non li convince molto e sono insicuri che possa far bene nelle vendite.

Tuttavia, una chiara e precisa filosofia è presente dietro la composizione del brano:
"Facciamo quello che ci piace, lasciandoci ispirare solo da noi stessi".

Il disco esce negli ultimi mesi del 1998 e, ironia della sorte, senza deludere le aspettative appunto, pare destinato agli scaffali del dimenticatoio e sembra non riscuotere molto successo.

Ma circa cinque mesi dopo il disco viene ripreso dalla radio lombarda Discoradio, radio che trasmette nel Nord e Centro Italia, specializzata nella musica dei Club.

E' la scintilla che scocca: a questo punto Blue non solamente dall'anonimato passa alla fama qua in Italia, ma viene pubblicata anche in diversi altri Paesi (Inghilterra, Germania, Francia, Canada, Australia, Spagna, Svizzera, Austria, Danimarca, Russia, Svezia, Finlandia, Norvegia, Grecia, Belgio, Olanda, Irlanda e USA, in quest'ultimo Paese grazie alla radio Z100 di New York) e approda in tutte le classifiche e di molte raggiunge anche la vetta.

E' il boom per il gruppo che inizia a frequentare assiduamente le più importanti radio, tv e i giornali più autorevoli.

In Italia Blue secondo statistiche viene suonata ogni 150 secondi in una radio.

Anche in Israele raggiunge il numero 1, si ferma al numero 6 negli Stati Uniti.

Ma analizziamo un attimino com'è nata l'idea per il singolo Blue.

Un bel giorno è stato Gianfranco (Jeffrey) ad avere l'idea di scrivere la storia di un bambino di nome Zorotl.

Ha pensato al modo in cui la gente vive la sua vita, compra la sua casa, va a prendere il partner, oppure il loro lavoro e di associare il tutto ad un colore.

Il colore associato è il blue, e in meno di un'ora viene composto e cantato il brano, pronto per conquistare tutte le classifiche.

Alla fine del 1999 la band ai Findance Award arriva seconda nelle categorie miglior artista, miglior esordiente, e la loro canzone Blue è la seconda canzone più bella dell'anno.

Stessa posizione raggiunge anche il video.

"E' importante che la gente percepisca e senta un messaggio positivo", dice Jeffrey, "Il nostro intento non è di criticare, noi vogliamo fare uso della nostra mente per creare e costruire le cose e per risolvere i problemi.

Le cose devono essere costruite piuttosto che lasciate perdere."

Riguardo al disco si definiscono "molto vicini allo stile dei Depeche Mode, ma con un tocco futuristico.

Siamo propulsori della musica elettronica, ma nello stesso tempo sempre alla ricerca di nuovi sound come i Chemical Brothers".

Nello stesso anno operano il remix del singolo di Kim Lukas All I really want e di un brano di Ann Lee.

A quasi un anno di distanza, dopo che Blue è ormai entrata nella storia della musica moderna, esce il secondo singolo, Move your body, anche essa di chiara e palese matrice Dance e irraggiungibile nella classifica di vendite in molti Paesi.

Collabora alla composizione di questa anche il Dj Roberto Molinaro, facente parte anche lui della Bliss Corporation.

Raggiunge il numero 24 in Israele, 3 in Inghilterra.

Nel 1999 sempre esce il primo album, Europop, un ottimo compromesso tra tracce Dance (quasi tutte) e ballate elettroniche.

Il successo è veramente notevole, a tratti sorprendente, anche per questo nuovo album.

Pensate, 4 milioni di copie vendute, di cui 3 milioni solo negli Stati Uniti.

Neanche il singolo di Blue aveva fatto così tanto successo oltre oceano!

Inoltre il traguardo finora era sempre stato impensabile per un artista italiano.

Meritatamente, si guadagnano la fama di band italiana che ha venduto di più nella storia, negli Stati Uniti.

Il millennio si chiude per la band con l'uscita di Too much of heaven, terzo singolo estratto dall'album Europop.

Il brano affronta la tematica del denaro, nella società moderna un falso valore che troppo spesso offusca quelli veri dell'amore e dell'amicizia.

Un brano così profondo dimostra che la band sa anche andare oltre alla semplice composizione di musica Dance.

La canzone arriva al numero 1 in Italia e in Israele.

Incredibile la serie di sei esibizioni nell'arco di 24 ore, in tre diversi stati degli States.

A maggio sono a New York, a luglio a San Francisco.

Ma durante questi tour e durante la promozione del brillantissimo Europop, il gruppo sta già lavorando nella composizione di altre canzoni che andranno poi a costituire la lista tracce del secondo album, Contact!, in uscita nel 2001.

Alla fine del 2000 intanto ricevono una serie di prestigiosi premi, come il World Music Award ricevuto a Montecarlo in qualità di artisti italiani che hanno venduto di più nel mondo, e si conquistano una nomination nei Grammy Awards americani nella categoria "Miglior artista Dance".

Ma gli Eiffel 65 sono anche famosi per i loro splendidi remix, non possiamo non ricordarlo.

Vengono chiamati a preparare remix da artisti del calibro di Jean Michelle Jarre, Kool & the Gang, Aqua, Bloodhound Gang, Andreas Johnson, Piero Pelù, Nek, e tanti altri.

Nel 2000 sempre esce anche il singolo One goal per gli Europei di calcio dello stesso anno.

Dopo le 10 milioni di copie vendute di Europop, è la volta quindi dell'album Contact!.

Maurizio ci rivela che il nome dell'album è stato ispirato dall'omonimo film, infatti parla del contatto tra il mondo umano e quello alieno, argomento sempre affascinante.

Ma è anche il nome che si sposa perfettamente con la loro crescita ed evoluzione musicale.

L'album, pur mantenendo fedelmente uno stile Dance caratteristico della band, si discosta dal primo.

Infatti, se nel primo album l'influenza predominante era la Dance del decennio anni '90, adesso l'ispirazione più profonda la traggono dalla musica degli anni '80 (dei quali non negano di essere grandi cultori, in special modo dei Duran Duran e dei Depeche Mode).

A conferma di questa teoria come ultima traccia dell'album troviamo 80’s stars, canzone che riprende il brano di Franco Battiato Centro di gravità permanente, con una tastiera elettronica che riproduce abbastanza fedelmente le atmosfere tipiche degli anni '80;
tuttavia questa traccia è presente solamente nella versione italiana dell'album.

Per l'estero il gruppo ha riservato come ultimo brano World in the world, che non ha nulla da invidiare comunque come bellezza alle altre canzoni.

Da questo album vengono estratti i singoli: One goal, Back in time, Lucky (in my life) (che viene scelto come singolo per il suo stile radioso e allegro, estivo) ed 80’s stars, inoltre esce in vinile Losing you solamente per il mercato canadese.

Sempre nel 2001 la band partecipa ai Grammy Awards a Los Angeles, dove ricevono una nomination come Best Dance Group e concorrono con Baha Man, Jennifer Lopez, Moby ed Enrique Iglesias.

Il 15 maggio ancora dello stesso anno ricevono a Los Angeles un premio dalla B.M.I. U.S.A per il singolo Blue, come "il singolo più suonato nel 2000 dalle radio statunitensi".

Nello stesso anno il gruppo partecipa a quattro serate del Festivalbar, presentando il loro nuovo singolo.

Il brano Elephants In Amsterdam che inizialmente doveva uscire anche come singolo, in realtà verrà solamente incluso nell'album: si tratta del premio che la Bliss Corporation ha riservato per i vincitori di una competizione online, il 19 luglio del 2002.

Nel 2002 la formazione abbandona l'etichetta Warner Music, che aveva pubblicato i loro precedenti dischi, per esordire con la Universal, con la quale in estate esce il singolo Cosa resterà (In a Song).

Il disco riprende in parte la traccia Now is forever contenuta in Europop, nella melodia, e si conferma la scelta di adottare in una canzone il dualismo di linguaggi italiano / inglese, come già avvenuto per 80's stars.

A questo segue una pausa di parecchi mesi, con il gruppo che rimane assente dalla scena musicale.

Quando il 2003 è ormai avviato, ritornano in un modo forse del tutto inaspettato, soprattutto per i fan appassionati di Dance: il festival di Sanremo.

Il 5 marzo fanno la loro prima apparizione al teatro Ariston con il brano Quelli che non hanno età.

Sebbene criticati e trascurati dalla giuria e dai media, è proprio durante la loro esibizione che si registra il picco massimo di ascolti, ascolti che poi calano vertiginosamente al termine della performance.

Si classificano al 15° posto su 20 artisti. Certamente un risultato che fa riflettere per un gruppo che finora nel mondo ha venduto 15 milioni di dischi.

Ma a premiare il coraggio dimostrato dal gruppo, cimentato in un ambiente non certo consono alle proprie attitudini, saranno le vendite: Quelli che non hanno età, tra tutti i brani presentati al Festival, è quello che vende di più.

Una seria rivincita per la band, senza contare anche la straordinaria programmazione radio di questo brano, comunque tra i più suonati.

Nel 2003 esce il singolo solista di Gabry Ponte De Musica Tonante, che contiene anche un remix di Geordie. Nei suoi set suona anche un remix di The Man In The Moon.
Nel 2003 esce il terzo album della band intitolato semplicemente Eiffel 65. Veramente marginale, se non quasi impercettibile, in questa produzione, il ruolo della Dance, tutto a vantaggio di uno stile Pop lento, a tratti contaminato dall'Elettronica, ma in un modo del tutto celato e facilmente trascurabile. Anche il dualismo italiano/inglese viene abbandonato per un uso quasi costante dell'italiano. Dall'album verranno estratti i singoli Viaggia insieme a me, Una notte e forse mai più e Voglia di dance all night.
Nel 2004 esce una versione dell'album Eiffel 65 cantata completamente in inglese, inizialmente destinata al mercato estero.

Probabilmente perchè ritenuto non adatto a un mercato estero invece, il disco esce solo in Italia.

La novità di questa versione dell'album rispetto alla precedente, comunque, è il brano Living in my city completamente strumentale, composta nel 2003 su commissione della fondazione Atrium che ha come scopo quello della preparazione di alcune aree di Torino in vista delle Olimpiadi del 2006.

Sempre nel 2004 esce il singolo Tu Credi / Voglia Di Dance All Night.

L'8 marzo del 2005 Gabry Ponte, che dal 2001 era stato impegnato in un progetto solista accanto a quello del gruppo, lascia gli Eiffel 65 impossibilitato di gestire il doppio impegno.

Nel 2006 il duo Jeffrey / Maury decide di lasciare la Bliss Corporation, la casa discografica che in 14 anni li ha visti crescere artisticamente e professionalmente, e cambiano nome della band in Bloom 6, rottura avvenuta precisamente il 16 maggio.

Da Massimo Gabutti stesso, produttore della Bliss Co., ci viene detto che l'album sarebbe uscito presto sotto la Universal.

Sempre lui precisa però che il nome degli Eiffel 65 è tutt'altro che cancellato, e potrebbero uscire proprio sotto questo marchio produzioni da parte dei DJ Gabry Ponte, Roberto Molinaro e altri componenti della Bliss Co.

Intanto Jeffrey e Maury cominciano a produrre sotto il nome Bloom 6: è già uscito il primo disco Crash Test 01, da cui il 1 settembre è uscito il primo singolo estratto, In the city.

Dal 1999 al 2004 gli Eiffel 65 hanno comunque ottenuto i risultati più strabilianti, quali per esempio:

· il triplo disco di platino negli Stati Uniti;
· il disco di diamante in Francia (l’equivalente di due dischi di platino e di uno d'oro in Italia) con l’album Europop;
· il triplo disco di platino in Germania con Blue;
· il triplo disco di platino in Inghilterra con Blue;
· il triplo disco di platino in Australia con Blue;
· il disco di platino per ogni singolo da loro pubblicato;
· il disco d’oro in Italia per Europop.


La vita non si misura dai respiri che facciamo ma dai momenti che ci tolgono il respiro

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Ven 14 Nov 2008 - 9:40


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