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Carlo S.
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Little Louie Vega Empty Little Louie Vega

Mar 13 Dic 2011 - 22:13
Talentuoso, inafferrabile, non-categorizzabile: qualcuno lo ha chiamato 'il Miles Davis della musica dance'. Louie Vega di sicuro è uno che nella storia di questo genere ha contato 'qualcosa'.
Little Louie è il diminutivo di Luis Vega, per distinguerlo dal padre che ha lo stesso nome. Nasce il 12 giugno 1965 a New York nel quartiere portoricano del Bronx e respira musica fin da subito, visto che Louie senior è un sassofonista jazz e latin e lo zio Hector Lavoe è un cantante di salsa molto popolare tra i sudamericani di New York. Anche le sorelle Myrna e Edna rivestono un ruolo decisivo nella formazione del piccolo Louie, passandogli cassette illegali registrate al Loft, al Gallert e al Paradise Garage, dove si sperimentavano le nuove strade della musica dance.
Louie comincia a frequentare la scena roller-disco e quella hip hop, entrando in contatto con il Bronx River Projects, dove Africa Bambaataa, Jazzy Jay e Red Alert suonavano le loro prime 'rivoluzionarie' creazioni. Il ragazzo si appassiona al DJing, spinto dagli amici della scuola superiore. In breve diventa una presenza fissa dietro la console nelle feste liceali e forma una sua piccola etichetta.
Un incontro importante avviene al mitico Studio 54, quando Louie viene notato dal producer house Todd Terry, che gli affida i suoi nuovi mix da testare sulla folla del dancefloor newyorkese. Qui, oltre che negli altri club trendsetter come il Devil's Nest, l'Hearthrob, il Roseland e il Palladium, Little Louie Vega si costruisce la fama di pioniere della house e di principe del club: il suo stile è assolutamente inedito, un intreccio di latin, jazz, house e british new wave. I primi mix originali di Vega sono "Running" degli Information Society e "Silent Morning" di Noel, poi una collaborazione con Debbie Gibson. Nel 1989 pubblica "Don't Tell Me" per la SBK Records e "Keep Pumpin' It Up" con il nome Freestyle Orchestra. Il lavoro cresce con un altro incontro fatale, quello con il cantante Marc Anthony, che lo coopta per la colonna sonora di "East Side Story"e lo aggancia alla WGT Records, label sussidiaria della CBS. I due producono insieme il singolo "Ride On The Rhythm", che diventa un must nei club della Grande Mela e funziona da spot pubblicitario per la nuova strana coppia musicale.
Negli anni seguenti Louie comincia a collaborare anche con le vocalist Barbara Tucker ("Beautiful People") e con l'ex-moglie India, regina della salsa ("Love & Happiness"), produce i Beautiful People, fonda la serata-party Underground Network Club al Sound Factory Bar di New York e lavora con i Dee-Lite alla loro compilation "Sampladelic Relics And Dance Floor Oddities" (1996). Con pezzi che fanno la storia della musica dance (ricordiamo "The Nervous Track", "It’s Alright", "I Feel It" e "You Can Do It"), lancio di nuovi generi musicali (la soulful house) e il rilancio di carriere in declino come quelle di Roy Ayers, George Benson e Tito Puente, Vega è ormai riconosciuto come una delle personalità più influenti della soria delle musica newyorkese.
Il sodalizio che più occupa Vega negli anni '90 è quello dei Masters At Work, un team di produzione house in coppia con Kenny 'Dope' Gonzalez, un altro portoricano, incontrato tramite Todd Terry: sotto questo moniker i due remixano gente come Jamiroquai, Madonna, Michael Jackson, mentre sotto il nome di Nuyorican Soul realizzando un disco omonimo (1997) che ottiene un grande successo con il mix di musica latina e jazz, suonata anche da grandi guest star come Charlie Sepulveda, Dave Valentin, oltre che da George Benson, Roy Ayers, Tito Puente.
Poi per Little Louie arrivano ancora altri LP (da solo e con i Masters At Work), lavori alla console, compilation (come "House Nation America" con Eric Morillo), spot pubblicitari (Apple), produzioni (Gloria Estefan, Blaze, Kenny Lattimore), nottate di DJing in tutto il mondo (compresa SummerStage, una all-day jam al Central Park).
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