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il Mer 5 Set 2007 - 16:34
"Un solo amore"



"Abbiamo bisogno di miti", diceva Carmelo Bene. Ed è vero: abbiamo bisogno di miti, di valori in cui credere, e abbiamo bisogno di amore, soprattutto oggi. E che cos'è l'Amore se non il più grande dei miti? Questo desiderio di amore, tre anni fa ha generato la nascita di un movimento che, non a caso, abbiamo chiamato One Love: un solo amore.
One Love. Music & Love Movement, è un movimento di musica nuova, di cultura e divertimento; è un movimento itinerante, che sposta la sua avanguardistica e tecnologica struttura ovunque sia necessario, ed è un movimento nomade, la sua geografia non conosce confini. È un territorio virtuale, i suoi abitanti sono di ogni genere, perché One Love è aperto ad ogni identità, al di là di differenze di genere, colore, credo, classe, senza alcuna discriminazione. Ogni differenza è da noi esaltata nella sua unicità e prospettata come positiva, nell'ottica di una pluralità di differenze.
One Love propone una nuova attitudine intellettuale itinerante, in transizione tra sempre nuovi e diversi luoghi, esperienze, ruoli e linguaggi, opponendo resistenza all'omologazione (da parte della tradizione), all'assimilazione, alla rappresentazione univoca dell'io, situandosi in un atteggiamento di dissonanza, tramite un movimento trasversale di attraversamento delle tendenze dominanti (politiche, culturali, sociali).
Come ogni avanguardia culturale (si pensi alle avanguardie storiche come il Futurismo, il Dada, o alle neoavanguardie italiane e americane degli anni Sessanta e Settanta), One Love crede nella complementarietà di linguaggi provenienti da ambiti artistici tradizionalmente separati, quindi la musica, l'arte, la letteratura, il cinema, il teatro; l'uso che può essere fatto di queste potenzialità va in una direzione di discussione critica, di intervento anche progettuale, dialettico, alternativo e non puramente virtuale dell'esistente.
Nei media abbiamo spesso trovato termini denigratori per descrivere l'attività da noi svolta pacificamente e nell'ambito di una chiarissima legalità, da parte di personaggi poco attendibili, che per altro non sono mai intervenuti ai nostri appuntamenti (e che invitiamo ad intervenire). Tali personaggi hanno definito erroneamente le nostre manifestazioni culturali-musicali come rave parties, e hanno sottovalutato il nostro rispetto per l'ambiente che ci ospita, e che abbiamo scelto proprio a causa della sua spettacolarità naturale e del nostro radicamento in esso, essendo noi tutti professionisti residenti della zona da lunga data (XIII Circoscrizione), se non dalla nascita. Il movimento culturale One Love è stato infatti ideato da un gruppo di "giovani" artisti locali, nell'intento di offrire al territorio circostante una nuova occasione di incontro e scambio, nella forma di serate musicali e multimediali e veri e propri concerti house che hanno raccolto un'enorme adesione di pubblico e un consenso pressoché totale da parte di persone di ogni età.
La musica e le arti sono i soli canali da noi praticati: nessuna forma di violenza o di illegalità è mai rientrata nei nostri interessi.
Al fine di salvaguardare l'ambiente che ci ospita, consapevoli della delicatezza di un ecosistema prezioso, abbiamo organizzato scrupolosi accorgimenti, quali l'allestimento di ampie pedane rimovibili sulla spiaggia, evitando in tal modo il passaggio e la sosta sulla zona circostante; abbiamo inoltre adottato l'uso di tecnologie molto sofisticate ed elaborate appositamente per l'impianto audio e video (che viene allestito volta per volta e rimosso dopo ogni evento), in modo da concentrare l'emissione dei suoni ad una sola area, evitando così la diffusione della musica all'esterno e quindi il disturbo eventuale sia delle persone, sia della vegetazione e della fauna locale (terrestre e acquatica); abbiamo infine evitato l'uso di illuminazioni elettriche, preferendo accontentarci di poche fiaccole - adeguatamente sorvegliate - al fine di non istallare ulteriori apparecchiature nell'ambiente, e di consentire al pubblico la vista incontaminata del cielo stellato, scenario naturale insostituibile.
Ricordiamo qui che, se pure le nostre manifestazioni non hanno scopo di lucro - esse sono infatti gratuite, per non privare alcuno della possibilità di parteciparvi -, durante la stagione estiva 2000 abbiamo contribuito, con serate organizzate appositamente, alla raccolta di fondi per il rimboschimento della Pineta di Castelfusano.
Riteniamo che la fruizione di un simile spettacolo vada tutelata e diffusa da parte delle istituzioni: chiudere la zona alla possibilità di feste notturne equivarrebbe a privare una gran parte della popolazione locale (e non solo) di un diritto, oltre che di un piacere, e dell'opportunità di trascorrere serate indimenticabili. È piuttosto singolare che l'amministrazione comunale e quella municipale, così attente alle politiche culturali (pensiamo alle manifestazioni dell'Estate Romana, alla recente inaugurazione dell'Auditorium, ai molti festival letterari e musicali che si svolgeranno a Roma nell'imminente stagione estiva), non riescano ad intervenire positivamente e concretamente nell'incoraggiamento della nostra attività, che andrebbe invece tutelata affinché non sia costretta ad abbandonare il territorio romano, in cerca di una più accogliente cittadinanza, se è vero che nemo propheta patria.
Vorremmo chiudere questo nostro breve comunicato con un'immagine tra le più belle della letteratura ottocentesca: la scena del tè tra Alice, il Cappellaio Matto e la Lepre Marzolina. Come si sa, alla fine di questo folle tea-party, Alice non riuscirà a ottenere neanche una goccia di tè dai suoi originali ospiti, soprattutto per un problema di comunicazione, di codici diversi che non riescono a entrare in contatto, nonostante le insistenti offerte da parte dei padroni di casa. La stessa paradossale situazione ci sembra si stia verificando oggi, tra il One Love e le istituzioni (comunali, municipali, sociali, ecc.): da un lato ci siamo noi, che vorremmo bere il tè, e dall'altro ci sono loro, che ce lo offrono facendo del tutto per non darcene. Chiediamo allora che si trovi una possibile mediazione, che si ponga termine al gioco di rimpiattino e di scarico delle responsabilità da parte dei vari Enti, rinnovando la nostra disponibilità al dialogo e alla trattativa.
Abbiamo bisogno di credere che sia ancora possibile riunire identità multiple e differenti sotto lo stesso cielo, linguaggi diversi e codici personali in un solo gesto comunicativo. Ma soprattutto abbiamo bisogno di un spazio in cui praticare la nostra ricerca di un amore uguale per tutti, del One Love.
"La verità su One Love"



One Love. Music and Love Movement, è un movimento di musica nuova, di cultura e divertimento; è un movimento itinerante, che sposta la sua avanguardistica e tecnologica struttura ovunque sia necessario, ed è un movimento nomade, la sua geografia non conosce confini. È un territorio virtuale, i suoi abitanti sono di ogni genere, perché One Love è aperto ad ogni identità, al di là di differenze di genere, colore, credo, classe, senza alcuna discriminazione. Ogni differenza è da noi esaltata nella sua unicità e prospettata come positiva, nell’ottica di una pluralità di differenze.

One Love realizza eventi indimenticabili, veri e propri concerti di house music; il pubblico aumenta di settimana in settimana (migliaia di persone, fino ad oltre ventimila, a seconda delle possibilità offerte dalla struttura ospitante l’evento), perché in un concerto One Love è protagonista il pubblico stesso, e sono persone di ogni genere ed età, famose o ignote, ricche o povere, giovani e non, che generano armonie di aggregazione spontanea e libera. E protagonista è soprattutto la musica, perché in un concerto One Love vengono proposte da un disck jockey tutte le musiche e le tendenze mondiali. È la musica che richiama le migliaia e migliaia di persone che accorrono ad ogni evento, è la musica che le riunisce, è la musica la base vera e reale del successo del movimento One Love.
One Love è diventato un fenomeno di costume, proponendo questo nuovo modo di aggregazione così innovativo e diverso rispetto alle manifestazioni tradizionali, spesso onerose per le casse comunali e istituzionali (mentre One Love non ha mai fruito di alcuno di questi fondi)... In un concerto One Love non c’è più il biglietto da pagare all’ingresso (come si potrebbe vendere ciò che già appartiene a tutti?), né ci sono divise da indossare, né status sociale da rappresentare, né obbligo di consumare al bar… ci sono delle fiaccole, molte e molte candele posizionate a disegnare sentieri virtuali, e bastoncini d’incenso che profumano l’aria e vengono offerti a tutte le persone, che ballano agitandoli, creando mille e mille lucette nel buio della notte... ovviamente ci sono impianti audio-video appositamente progettati e realizzati da un’équipe di ingegneri del suono, proprio perché il cuore di questo evento è la musica, e molti uomini del servizio di prevenzione e di primo soccorso, con uno staff medico, che sorvegliavano dall’alto e tra le gente come invisibili angeli custodi, evitando e prevenendo ogni sorta di complicazione, tanto che mai, ma proprio mai, è successo alcunché: evidentemente la magia, l’energia creatasi in questi eventi One Love contagia anche il nostro pubblico, al quale interessa soltanto ballare, parlare, conoscere, esprimere, comunicare, lasciate a casa le repressioni le violenze e le inciviltà, dimenticati ormai i Woodstock e le trasgressioni obbligatorie (il vecchio "sex drugs and rock and roll"): felice di essere rispettata nella sua unicità, la gente ricambia con altrettanto rispetto l’accoglienza che gli viene offerta.
Un tale fenomeno ha richiamato ovviamente l’attenzione dei media; mentre nei quotidiani locali abbiamo spesso trovato termini denigratori e inutilmente polemici per descrivere l’attività da noi svolta pacificamente e nell’ambito di una chiarissima legalità, da parte di personaggi professionalmente poco attendibili, che hanno definito erroneamente le nostre manifestazioni culturali-musicali come rave parties, i telegiornali Rai e Mediaset e le maggiori testate nazionali ed europee hanno dedicato ampia copertura ai nostri eventi, con servizi e reportages che ne hanno colto immediatamente la portata innovativa, esaltandone la positività e la bellezza. "Studio Aperto" (Mediaset) ha definito i concerti One Love come «la festa più trasgressiva d’Italia»; il Tg2 e il Tg3 (Rai) hanno citato One Love tra le nuove tendenze giovanili italiane; «Il Corriere della Sera», insieme al suo inserto «Sette», oltre ai molti articoli dedicati, riportano One Love tra i fenomeni di costume e di massa, inserendolo come opzione tra le risposte di un test, di diffusione nazionale. «La Repubblica», «Famiglia Cristiana», «L’Espresso», «Panorama», TV9 (emittente nazionale tedesca), e persino riviste spagnole e australiane hanno parlato del One Love come «il maggiore beach party d’Italia». Inoltre, molte voci eminenti, provenienti dal mondo della politica, del giornalismo, dello spettacolo e dell’arte, hanno pubblicamente sostenuto il nostro movimento, da Vittorio Sgarbi a Renzo Arbore, da Enrico Vanzina a Massimo Wertmuller, Lucrezia Lante Della Rovere, Daniele Formica, i componenti della “Premiata Ditta” e molti altri ancora. Walter Veltroni ha dichiarato più volte che sostenendo One Love si salvaguarda «il diritto di migliaia di ragazzi di divertirsi senza spendere un centesimo. Sono perciò felice che i ragazzi si divertano» (la rassegna stampa è pubblicamente documentata e consultabile sul sito http://www.onelove.it).
È evidente che questo fenomeno ha diffuso la sua eco a livello mondiale, e che le polemiche suscitate da pochi articolisti e ambientalisti locali in cerca di notorietà, nel tentativo di gettare discredito su un tale evento, lasciano pensare a manovre politiche o personali poco chiare, oltre che poco veritiere se non diffamatorie.

La musica e le arti sono i soli canali da noi praticati: nessuna forma di violenza o di illegalità è mai rientrata nei nostri interessi.

Nei beach parties finora allestiti, al fine di salvaguardare l’ambiente che ci ha ospitati, consapevoli della delicatezza di un ecosistema prezioso, abbiamo organizzato scrupolosi accorgimenti, adottato l’uso di tecnologie molto sofisticate ed elaborate appositamente per l’impianto audio e video (allestito volta per volta e rimosso dopo ogni evento), in modo da concentrare l’emissione dei suoni ad una sola area, evitando così la diffusione della musica all’esterno e quindi il disturbo eventuale sia delle persone, sia della vegetazione e della fauna locale (terrestre e acquatica).
Ricordiamo qui che, se pure le nostre manifestazioni non hanno scopo di lucro - esse sono infatti gratuite, per non privare alcuno della possibilità di parteciparvi -, la costante attenzione all’ambiente e al sociale hanno visto One Love, durante la stagione estiva 2000, partecipare con eventi appositamente organizzati alla raccolta di fondi per il rimboschimento della Pineta di Castelfusano; nel dicembre dello stesso anno One Love era presente nella manifestazione organizzata dalla BNL a sostegno di «Telethon» per aiutare la ricerca sulle malattie genetiche; e inoltre, nell’ambito dell’evento Welcome to Paradise svoltosi a Roma il 28 settembre 2002, presso il Palazzo dei Congressi, in collaborazione con il Comune di Roma e con l’Ente Eur, abbiamo raccolto fondi destinati alla manifestazione “Un euro per un sorriso”, in sostegno dei bambini del Nicaragua.

Riteniamo che la fruizione di uno spettacolo come il concerto One Love vada tutelata e diffusa da parte delle istituzioni: le illegittime polemiche suscitate dalla stampa locale rischiano di privare una gran parte della popolazione locale e nazionale (da tutto il Lazio, dalla Sardegna, da Milano, Napoli, Firenze, ecc., accorrono infatti numerose persone per partecipare agli eventi One Love) di un diritto, oltre che di un piacere, e dell’opportunità di provare emozioni indimenticabili. È assurdo che l’amministrazione comunale e quella municipale, apparentemente attente alle politiche culturali (pensiamo per esempio alle manifestazioni dell’Estate Romana), non siano riuscite ad intervenire positivamente e concretamente in sostegno della nostra attività, che andrebbe invece tutelata affinché non sia costretta ad abbandonare il territorio romano, in cerca di una più accogliente cittadinanza, se è vero che nemo propheta patria. Sarebbe ora di abbandonare le miopi visuali campanilistiche, e pensare alla riviera romagnola, a quella adriatica della Versilia, alle spiagge di Ibiza, a quelle dell’isola di Goa, della Thailandia, della Jamaica, della California, dell’Australia, e quante altre ancora, che da decenni presentano scenari non molto diversi dai nostri, dove l’afflusso turistico si rileva in costante crescita e dove nessuno mai ha gridato allo scandalo per un sano grande e legittimo evento musicale della portata di un One Love.

Abbiamo bisogno di credere che sia ancora possibile riunire identità multiple e differenti sotto lo stesso cielo, linguaggi diversi e codici personali in un solo gesto comunicativo. Ma soprattutto abbiamo bisogno di un spazio neutro in cui praticare la nostra ricerca di un amore uguale per tutti, del One Love.

Roma, 6 agosto 2003
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