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Presentata la ricerca Ipsos sulla pirateria audiovisiva in Italia

il Ven 21 Gen 2011 - 22:32
La Fapav (Federazione Antipirateria Audiovisiva) ha presentato il 19 gennaio a Roma, presso la Casa del Cinema, la seconda ricerca realizzata da Ipsos sulla pirateria audiovisiva in Italia.

Moderata da Fabrizio Del Noce, la presentazione ha visto gli interventi di Filippo Roviglioni, Presidente della Fapav, (che si è detto fiducioso nella bozza antipirateria dell’Agcom), Stefano Mannoni dell’Agcom, Nando Pagnoncelli, Presidente di Ipsos e Nicolas Seydoux, Presidente ALPA (l’Associazione francese della lotta alla pirateria audiovisiva).

In sintesi la ricerca rivela come il 37% del campione intervistato, rappresentativo della popolazione italiana, abbia fruito di copie pirata nell’ultimo anno, anno in cui la pirateria è cresciuta del 5% rispetto alla precedente ricerca. In particolare la pirateria digitale (più forte tra i giovani e i giovanissimi) è cresciuta del 3%, mentre del 5% è aumentata quella che viene definita la pirateria indirett(cioè quella compiuta da chi prende a prestito o semplicemente vede una copia illegale a casa di parenti o amici), che viene vista come una conseguenza della crisi economica.

Il “pirata” rientra in una fascia di età tra i 15 e i 34 anni ed ha un livello di scuola media superiore.

Il 70% sa che sta compiendo un’azione illegale, e non solo è “auto indulgente”, ma ritiene di essere difficilmente individuabile dalla legge.

Economicamente la pirateria provoca perdite per 500 milioni di euro.

Molto duro l’intervento di Seydoux, che ha ricordato, tra l’altro, che in Francia il fatturato dell’industria della musica registrata si è dimezzato in soli sette anni. “A Bruxelles- ha rilevato Seydoux- purtroppo i provider non sono stati riconosciuti come i responsabili di ciò che circola nella rete e, se non vogliamo la morte dell’industria musicale e cinematografica (e tra non molto anche quella editoriale), bisogna far capire che se si continua di questo passo scaricheremo i film vecchi, ma non ne vedremo di nuovi, perché non si potranno realizzare; bisogna poi fornire un’offerta legale diversificata ( per esempio film su Ipad a pochi euro) e applicare con severità la legge della risposta graduata, per cui il Parlamento francese ha
lavorato 5 anni e che consente oggi di inviare 1.000 e-mail di avvertimento all’Hadopi, che in primavera diventeranno 10.000 al giorno”.

Anche in Italia le leggi ci sono”, ha ribadito Mannoni dell’Agcom prendendo le distanze dal recente “caso Google”:
“Siamo in disaccordo con l’Antitrust- ha detto Mannoni- le leggi le abbiamo e non è il caso di rimandare il problema al Parlamento”.

L’AD della Medusa Enterteinment Luciana Migliavacca ha sottolineato infine come la pirateria sottrae agli autori anche l’equo compenso
cinematografico intermediato dalla SIAE.

Fonte: www.siae.it


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